
Viene commercializzata la console di Coleco (acronimo di Conneticut Leather Company) Colecovision con il gioco Donkey Kong incluso.
La società Coleco infatti aveva comprato i diritti per portare i giochi di Donkey Kong sulla propria console casalinga.
In quegli anni però la compagnia cinematografica Universal citò in giudizio Nintendo e Coleco in Nord Amercia per aver copiato il proprio personaggio dal film King Kong del 1929, chiedendo un risarcimento pari ai profitti ricavati da tutti i giochi di Donkey Kong, creando seri problemi alla Nintendo che stava per acquisire la licensa sul marchio del gorilla.
Coleco, impaurita e speranzosa di futuri investimenti da parte della Universal, si accordò segretamente col colosso del cinema, mentre quest'ultimo avviò una causa legale contro Nintendo.
Il giudice determinò non solo che la Universal non aveva alcun diritto sul nome Kong, divenuto oramai di uso comune, ma che aveva inoltre citato in giudizio Nintendo ben consapevole della cosa.
Pertanto, come risultato, la compagnia giapponese si intascò ben 1.8 milioni di dollari come penale dalla Universal.
Howard Lincoln l'avvocato che aveva difeso Nintendo da parte sua sarebbe presto diventato il presidente della Nintendo of America.
La conversione prima di Donkey Kong che ai tempi era considerato il gioco a piattaforme per eccellenza, fu un passo importante per l’evoluzione del mercato dei videogiochi, istituì un balzo generazionale di essenziale importanza per le conversioni di coin-op, proponendo una grafica in alta risoluzione del tutto similare al gioco da bar ed esternando al mondo le grandi potenzialità dell’hardware Coleco, la cui reale rivoluzione fu meramente estetica, giacchè molte delle conversioni da bar che vi apparvero erano molto meno giocabili degli originali.
La console ebbe vita breve, ma di certo diede il via al processo di evoluzione grafica che si sarebbe rispecchiato nella produzioni future.
Donkey Kong seppur privo di alcuni livelli presenti in sala, e persino della tabella dei punteggi, eliminata all’ultimo per l’esigenza di immetterlo sul mercato quanto prima, fu un prodotto rivoluzionario.
Non fu Nintendo ad occuparsi dell’adattamento, e questo giustifica in parte le mancanze cagionate dal team interno a Coleco.
Viene realizzato, sempre a opera di Miyamoto, parallelamente impegnato anche in Mario Bros. il seguito di Donkey Kong: Donkey Kong Jr.
Questa volta i ruoli dei protagonisti erano capovolti, in quanto era Mario ad aver rinchiuso il povero Donkey Kong in gabbia, e spettava a suo figlio il compito di liberarlo.
Il coin-op sarà convertito per Nintendo Entertaiment System e arriverà nelle console e home computer via Coleco e Atari.